Trekking Yoga in Abruzzo – Relax e benessere

Escursioni in natura, un’immersione nel benessere la meditazione ed il relax in Abruzzo.

Un’esperienza bellissima quella di abbinare l’antico rito alla montagna e ai borghi che questa regione ci regala, anche di più giorni immersi nella natura incontaminata nel relax in Abruzzo. Un tour molto attivo che sicuramente saprà rigenerare sia il corpo che lo spirito.

Scopri di seguito i nostri tour di yoga in Abruzzo

Caratteristiche trekking yoga in abruzzo:

  • Fantastici borghi sulle pendici delle motagne
  • Rilassanti scorci di natura e benessere in Abruzzo
  • Istruttori qualificati e esperti

Tipi di trekking yoga

Sono attività  che spesso non richiedono una particolare esigenza fisica come preparazione. E’ un’attività molto apprezzato dagli amanti della pratica yoga in Abruzzo, sia nei parchi che al mare è facile rimanere ammaliati dalla bellezza di questo angolo di paradiso.

Ti proponiamo attività facili che fondono escursioni, natura e pratiche yoga.

Scopri le nostre escursioni rivolte allo Yoga in Abruzzo

Estratti da una serie di incontri dedicati al corso di formazione insegnanti con rilascio di diploma nazionale a cura del maestro:

Vinyasa e Bandha

E’ indubbio che la pratica della sincronizzazione del respiro nel movimento porti beneficio in una lezione di Yoga. Questo in primo luogo perché contribuisce a creare un clima di condivisa energia tra i praticanti; specialmente se l’insegnante sarà in grado di limitare le indicazioni all’essenziale. Le correzioni, quando necessarie, andranno fatte in alcune sessioni a parte, cercando di capire, attraverso l’esperienza mirata, quali sono gli effettivi problemi dell’allievo. E’ infatti di primaria importanza calarsi completamente nell’esperienza del fare. Più sarà radicale e nel silenzio la mente, più la nostra vera natura, strato dopo strato, emergerà intatta. Un lavoro dunque piuttosto selettivo da fare… Purtroppo, è un peccato che molti insegnanti, diversamente, non sono stati educati alla comprensione di questo stato di apparente sospensione del controllo, che conduce invece ad affinare una comprensione più intuitiva ed efficace. La musica spesso poco opportuna, le continue correzioni, il dilagare emotivo di chi parla, ha poco a che vedere con la potente opportunità che offre una concreta Sadhana. In fondo si tratta di una cura diretta ad integrare la scissione autoreferenziale di mente e corpo; lo strumento (l’insegnante), per funzionare, deve necessariamente essere mondato dalle impurità. Si sottovaluta che la posta in gioco è la liberazione dalla sofferenza, scopo della pratica sin dalle origini. Questo il valore dello Yoga ancora intatto, di certo non facile. Si tratta di diventare guerrieri con noi stessi, per questo l’insegnamento tradizionale era legittimo solo tra maestro ed un solo allievo, da cui egli doveva conoscere ogni aspetto. Insomma, la Via va presa seriamente e l’amore incondizionato non scaturisce sempre da dolcezza ed accondiscendenza, anche sa va mantenuto il rispetto. Chiaramente non tutti possono educarsi a quella ferrea disciplina del corpo che si ottiene ad esempio nell’Ashtanga, in cui l’attività decentrante della neocorteccia cerebrale, tramite un ritmo molto impegnativo, riduce o cessa quasi la sua attività; tuttavia l’aspetto della fermezza e la determinazione dell’intento durante le sequenze non dovrà mai cessare. Il sistema nervoso autonomo, che confina con gli strati profondi degli istinti, resta l’accesso privilegiato. Quest’ultima considerazione è assai importante proprio nell’arte del Vinyasa Flow, che consente un’enorme possibilità nell’impostare e modificare ogni lezione. Bisogna di conseguenza sviluppare grande creatività ed intuizione della prossima mossa, (nel senso di asana) da assegnare; sia proiettandosi verso l’esterno, gli allievi, ma al contempo mantenendo una luce puntata sul sentire personale. Solo questo, nel tempo, per quanto possa sembrare imponderabile, escluderà la possibilità di fare errori grossolani.

Molte sono le pratiche yogiche che prevedono l’uso dei Bandha, io personalmente le utilizzo in ogni lezione per allievi di tutte le età e condizioni fisiche, adattandole flessibilmente alle loro possibilità. Si sono fatti diversi studi in merito, ed un’esperienza millenaria ne conferma l’enorme efficacia. Queste contrazioni, che sembrano volontarie, consentono di stimolare ed accrescere la circolazione del Prana (la vita) che è dentro di noi, in quel continuo scambio tra organismo e cosmo. Quindi, nel concreto è necessario approfondirne il funzionamento, sperimentando prima da soli per evitare problemi. Penso che si tratta di uno strumento basico da raffinare a dovere. Nella meditazione Zazen, a torto, non si parla mai di Bandha; ma assicuro che senza la padronanza completa di tutto il diaframma, e della consuetudine di svuotarlo completamente durante l’espirazione, non si raggiungerebbe alcun risultato apprezzabile. Anche in questo caso la posta in gioco è la stessa: attenzione e presenza. Altrimenti non avremmo alcuna possibilità di discriminare il bene dal male, e di giungere al loro superamento. Insomma la comprensione del nostro vero Sé non avverrà. C’è un altro fraintendimento alquanto diffuso che vorrei indicare, per ciò che riguarda l’insegnamento. Lo Yoga non ha connotazioni intellettuali; confondere il sapere della mente individuale, e perciò del proprio ego, con la saggezza illimitata della vita biologica (dunque del nostro corpo) è sbagliato. Un po’ come scambiare il termine lessicale Samadhi con il suo ottenimento su un piano effettivo. Capisco che è molto difficile parlare col cuore sgombro, ma suggerisco di distinguere la cultura, che senz’altro è una buona cosa coltivare, dalla conoscenza del vero, che resta essenzialmente un processo aperto, una sintesi efficace ed in atto… Proviamo dunque ad adattare, sperimentando nella naturalezza, una pratica che ha avuto origine in un altro paese, tramite persone, gli indiani, che hanno un atteggiamento molto radicale nei confronti dell’esistenza… ciò è arduo ma non impossibile. Accantoniamo dunque facili mode e suggestioni esoteriche, condividiamo l’origine, eliminando indolenza e distrazione.